Aldilà: verso un’ altra incarnazione

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Se un individuo è già identificato a sufficienza con la propria anima – e quindi la sua coscienza è almeno parzialmente capace di traslarsi nel «corpo di gloria» – quando giunge ad un certo stadio del suo viaggio dopo la morte, può decidere se entrare nell’Eterno o affrontare una nuova successiva incarnazione.

Può decidere se entrare nell’Assoluto inconsapevole di sé, oppure conservare il grado di coscienza raggiunto attraverso le precedenti incarnazioni, e incrementarlo per mezzo di una nuova successiva incarnazione, restando così nella dualità. Si badi bene, che una via non è migliore dell’altra e dal punto di vista dell’Assoluto, che è fuori dallo spazio-tempo e fuori dalla dualità, concetti come evoluzione e coscienza non possono aver senso. Rispetto all’Assoluto, mille incarnazioni impiegate a sviluppare una coscienza sempre più raffinata e il sonno profondo inconsapevole… sono sullo stesso piano.

Di norma, l’anima nel momento stesso in cui scorge la possibilità di una più ampia Beatitudine, prova il desiderio di godere di tanta maestosità senza perdere la propria coscienza unitaria. Quindi, a questo scopo, vuole incrementare i “supporti” su cui far scorrere altra Bellezza. Il fatto stesso di aver toccato il limite massimo della propria capacità di percezione, la costringe a richiudersi in se stessa, come una molla tirata al limite che un istante prima di perdere per sempre la sua elasticità viene lasciata andare e si riaccorcia riprendendo la sua configurazione.

aldila+dei+sogni

Allora compie il percorso a ritroso riprecipitando in una materialità sempre più grossolana: l’unico ambiente dove si può percepire un’apparente bruttezza e trasmutarla in “binari energetici” per cogliere più Bellezza. L’anima utilizza le vibrazioni emesse dalle sue “memorie di gestione dei corpi” (i “binari energetici”), accumulate nelle incarnazioni passate, per ricostruire un corpo mentale, un corpo emozionale e un corpo fisico che rispecchino le sue qualità e le diano la possibilità di incrementarle. Riprende quindi il cammino da dove lo aveva lasciato la volta precedente.

In altre parole, l’anima attrae vibratoriamente a sé gli involucri di sostanza fisica, astrale e mentale che meglio le permettono di condurre innanzi il piano di sviluppo intrapreso; ad esempio, se vuole portare alla luce la qualità della tolleranza, essa costruisce i suoi corpi affinché vibrino in modo tale da richiamare condizioni della realtà dove l’individuo è spesso confrontato con il “diverso”.

Gli aspetti planetari, il periodo storico, le circostanze etniche e geografiche, nonché l’ambiente sociale inerenti lo svolgersi dell’incarnazione, sono tutte manifestazioni che esplicitano nella materia le qualità uniche di un’anima. L’anima, vibrando, fa in modo che sul piano fisico si organizzino anche le caratteristiche genetiche che deve possedere l’uovo umano fertilizzato da cui si formerà il corpo fisico, e che devono combaciare con gli scopi che essa si propone. Mentre accade ciò, una coppia da qualche parte sta gioendo dei piaceri dell’amore!

Va detto che il corpo mentale, quello emotivo e quello fisico di un individuo all’inizio non sono veri e propri corpi, ma solo punti vibratori nel piano mentale, nel piano astrale e nel piano fisico del pianeta. Sono punti vibratori che rispecchiano, con la loro frequenza, le esigenze dell’anima, quindi non contengono ancora i pensieri, le emozioni e la forma fisica dell’individuo, bensì li hanno “in potenza”, in quanto vibrano in maniera tale da permettere solo a determinati atomi fra quelli appartenenti ai tre piani del pianeta, di fissarsi intorno a loro e costruire i tre corpi dell’uomo.

Binari energetici

L’anima fa spontaneamente ritorno nella materia, perché per sopportare/supportare nuova Bellezza è necessario sviluppare la capacità di coglierla in un luogo dove essa, a un primo sguardo, non si vede, dove c’è un contrasto apparente tra Bello e non-Bello. Se la si volesse cogliere direttamente non sarebbe possibile, scivolerebbe addosso nell’inconsapevolezza, non si avrebbero sufficienti “appigli/binari energetici” per ancorarla a sé. Se non conosciamo il brutto non possiamo apprezzare consapevolmente il Bello.

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Per acquisire la capacità di trovare i funghi, si devono frequentare i boschi dove i funghi al contempo crescono e si nascondono; non si sviluppa alcuna capacità comprandoli sulle bancarelle del mercato, e l’obiettivo dell’uomo è sviluppare una capacità, non semplicemente cogliere le cose belle, perché allora sarebbe bastato abitare su un pianeta dove non accade mai nulla di brutto. Ma senza attrito non ci sarebbe stata nemmeno la consapevolezza.

Vivendo invece un’incarnazione nei piani della Terra, l’anima è costretta a organizzare i suoi corpi – il fisico, la mente e le emozioni – per ottenere degli scopi (ad esempio, trovare i funghi). Nello sforzarsi di imparare una nuova professione, di praticare un nuovo sport o studiare una nuova materia, crea delle “memorie di gestione dei corpi”, forma cioè nuovi “binari energetici” che la mettono in comunicazione con l’ambiente materiale attraverso i suoi corpi, e che prima non possedeva. Dapprima questi nuovi “binari” le servono per governare i suoi involucri affinché la facciano sopravvivere meglio nel suo ambiente, e poi, una volta compiute le dovute trasmutazioni alchemiche, quegli stessi “binari” le consentono di percepire nuovi gradi di Bellezza e di Beatitudine. Pertanto si librerà ancora più in alto al prossimo viaggio in paradiso.

Reincarnazione

A proposito delle incarnazioni, mi preme rilevare che l’anima non vive condizionata dal tempo e dalla distanza come li intendiamo noi, per cui dal suo punto di vista, essa non svolge un percorso di successive salite e discese dal piano materiale a quello spirituale e viceversa: ovvero ciò che normalmente si chiama “ciclo delle reincarnazioni”. Per lei le incarnazioni non si sviluppano in maniera “successiva”, questa è un’invenzione della personalità. Le incarnazioni avvengono tutte contemporaneamente: stiamo vivendo adesso nell’antico Egitto, durante l’impero romano, all’inizio del ’900 e nel XXII secolo. Essa si è ramificata come una piovra in molteplici personalità, ognuna delle quali sta sviluppando differenti qualità che necessitano differenti cornici storiche per essere manifestate.

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Tutte le esistenze di un’anima si svolgono simultaneamente, e continuamente si inviano messaggi: ognuna è partecipe della metamorfosi delle altre; esse evolvono insieme, non in successione come appare nell’illusione temporale. Ognuno di noi con le scelte di oggi sta influenzando sia le incarnazioni “passate” che quelle “future”.

Fino a quando si rimane identificati con una personalità, non si può sapere cosa stanno facendo le altre, si è separati da esse; ma quando finalmente ci si identifica con l’anima, si ha il quadro completo. L’attuale memoria dell’individuo è la memoria di quanto è accaduto alla personalità nella quale egli è cosciente, nella quale è identificato. Ciò significa che può “ricordarsi” delle altre personalità unicamente se porta la sua coscienza nell’anima, la quale non è identificata con nessuna di esse in particolare, ed è cosciente di tutte contemporaneamente. Quando il processo di risveglio che porta l’uomo a sentirsi un’anima giunge a uno stadio avanzato, l’inconscio si riversa nel conscio ed egli “ricorda” le storie delle altre personalità; le vede come in un lungo film e comprende chi è veramente e il significato di tutto il percorso.

Fonte

Articolo a cura di evidenzaliena

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