NASA: potremmo trovarci all’interno di una matrix extraterrestre

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In questi giorni, il filosofo inglese Nick Bostrom, ha pubblicato una nuova e sconcertante teoria cosmologica. Secondo il filosofo, che iniziò a sviluppare la sua teoria quattro anni dopo il film The Matrix, tutte le nostre azioni, relazioni,elucubrazioni mentali non sarebbero altro che il risultato di una potentesimulazione creata da una razza extraterrestre così avanzata da poter letteralmente riprodurre un intero universo, al cui interno vivrebbe la razza umana senza rendersi conto di trovarsi in una situazione non troppo dissimile da quella dei pesci rossi in un acquario.

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Fantascienza, penserà qualcuno. Ma a quanto pare la Nasa sembra pensare che potrebbe esserci del vero. Secondo Rich Terrile, direttore del Centre for Evolutionary Computation and Automated Design presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa, già ora i supercomputer dell’ente spaziale Americano riescono a svolgere calcoli ad una velocità doppia rispetto a quella del cervello umano e “se fate un calcolo utilizzando semplicemente la Legge di Moore (secondo la quale la potenza di calcolo di un computer è destinata a raddoppiare ogni due anni, ndr) scoprirete che entro la fine del prossimo decennio questo tipo di supercomputer potranno computare un’intera vita umana della durata di 80 anni, inclusi i più reconditi pensieri mai formulati da un singolo individuo durante tale arco di tempo, nel giro di un mese di calcoli.

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Non solo: nella fisica quantistica i quanti (particelle elementari) non assumono uno stato definito fin quando non vengono osservati. Una spiegazione potrebbe essere che noi viviamo all’interno di una simulazione, vedendo quel che dobbiamo vedere quando lo dobbiamo vedere. L’idea che l’intero universo in cui si svolge la vita umana sia una simulazione farà scuotere la testa agli studiosi dei testi sacri delle varie religioni e certamente non potrà essere accolta dai fedeli di alcun dio, ma risolverebbe una serie consistente di misteri e incongruenze nelle leggi fisiche che utilizziamo per descrivere il cosmo, come il celebre “paradosso di Fermi” (riassumibile nella domanda “dove sono tutti quanti?” fatta dal celebre fisico italiano nel corso di una discussione sulla equazione di Drake). Una semplice coincidenza?

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?

Morpheus
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